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Lettera aperta del Club del Libro

Documento sulla lettura da parte degli alunni di Borello

In seguito all’evento tenutosi venerdì 16 marzo, presso la sede del Quartiere di Borello, riceviamo il seguente documento, che pubblichiamo integralmente, dagli alunni della scuola.



Al sindaco Paolo Lucchi

al presidente del quartiere Gualtieri Andrea

al dirigente scolastico Marco Ruscelli

ai professori e alle professoresse

ai genitori

ai nonni

a tutti i nostri amici

 

Cosa ne direste di una farmacia che al posto delle medicine o accanto a dei rimedi  offrisse libri? Un libro per curare quando qualcuno ti fa venire il mal di pancia, un libro per allargare la mente troppo stretta, un libro per digerire le cose difficili...

Cosa ne pensereste di vigili urbani che a chi non legge stop e tira diritto o non si ferma sulle strisce pedonali, per multa, facessero leggere un romanzo?

Leggere libri fa le persone migliori? Le rende persone più umane? Non lo sappiamo. Forse dipende dai libri e anche da come uno li legge. Però non leggere rende più poveri di fantasia, non fa crescere né di numero né di qualità le parole. Chi non legge si perde qualcosa di importante. Perché leggere aiuta a sviluppare la creatività, offre degli spazi di fantasia che la vita di tutti i giorni non riesce a dare. Fa immaginare altri mondi e forse può creare anche mondi migliori.

Siamo 16 ragazzi della Scuola Media di Borello. Da qualche mese facciamo parte del “progetto libro” dove ci ritroviamo per raccontarci libri e leggere insieme. Durante un laboratorio di scrittura collettiva, Raffaella e Marco ci hanno fatto immaginare un tempo nel quale i libri sarebbero stati vietati. Questo ha aperto una appassionata discussione.

Noi ragazzi pensiamo che non si può vietare di leggere. Lo fanno le dittature. Perché leggere fa pensare. E pensare fa bene alla libertà. Ma la libertà non piace ai dittatori. Ecco perché quando tolgono la libertà chiudono le biblioteche e fanno abbassare le serrande delle librerie. Però non basta non vietare. Si può obbligare a leggere? Si, lo fa anche la scuola. Ma ordinare di leggere non funziona tanto. Bisogna desiderare di leggere perché la lettura ti nasca dentro e ti faccia crescere. Il desiderio si coltiva. Si fa germogliare come un fiore nel giardino. Solo chi e' innamorato della lettura può suscitare negli altri il desiderio di leggere.

Leggere da soli e' bello. E' come avere un segreto che ti parla al cuore. Ma e' bello anche leggere insieme, viaggiare insieme dentro i libri come si viaggia su un treno o su una  barca. Perché leggere significa poi discutere, confrontarsi, misurarsi con lei idee degli altri. Leggere libri significa avere più matite per disegnare le cose. Più colori per le infinite sfumature delle cose.

Leggere significa interpretare. Non trovare  mai una sola risposta. Ma abitare più possibilità, aprire più porte. Trovare più uscite.

Sarebbe bello mettere libri per le strade che quando uno ha voglia si possa fermare  a leggere una poesia. Certo con un piccolo tetto per la pioggia se piove. Ma senza serrature, che il libro sia libero di andare.

Sarebbe bello che la biblioteca del nostro quartiere fosse frequentata da ragazzi e da persone più grandi e si sentisse come la casa di tutti dove insieme ai libri si raccolgano le idee, i pensieri e perché no, anche i sogni.

Non basta difendere la lettura, bisogna desiderarla, anzi bisogna amarla, perché offre una possibilità in più per crescere. Ciascuno di noi durante il laboratorio ha riconosciuto il proprio Passeur . Come dice Pennac , lo scrittore  francese di cui abbiamo letto una bellissima lezione fatta a Bologna proprio sul senso e la bellezza del leggere. Per lui Passeur sono quelli che amano la lettura, sono curiosi di tutto e la loro preoccupazione e' quella di passare al maggior numero di persone quello che hanno letto. Questo non dovrebbe capitare solo tra i ragazzi ma anche con i grandi. Chi tra di voi riconosce il proprio Passeur? E oggi chi di voi lo e' per altri?

Forse la lettura dovrebbe essere proclamata "patrimonio dell'umanità".  Questo ce lo ricorda la nostra Biblioteca Malatestiana. Grazie al Passeur Malatesta Novello che ha regalato la sua biblioteca alla città.  La lettura dovrebbe diventare come il pane, l'acqua e l'aria. Essere un bene di prima necessità. Nessuno può diventarne padrone. Qualcosa che nutre e fa crescere, liberi la testa e diventi in noi una nuova sorgente.

Questo lavoro per noi e' stato importante, perché ci ha dato l'opportunità di fermarci su una nostra passione, ma sentiamo l'esigenza di condividerla con sempre più ragazzi e adulti che leggono. Per questo chiediamo al Sindaco che la cultura, l'educazione alla lettura siano sempre tra le priorità nelle scelte politiche per la città, come luogo indispensabile per lo scambio e il confronto tra le diverse culture.

Al Dirigente scolastico Marco Ruscelli chiediamo che nell'organizzazione scolastica si possa ritagliare un tempo dove ciascuno possa coltivare ed essere iniziato al piacere della lettura. Di poter mettere lungo i corridoi delle scuole libri che qualcuno di noi ha letto e che ritiene interessanti per altri.

Agli insegnanti di continuare a leggerci i libri e a darci consigli perché ognuno di noi possa trovare il genere più adatto.

Ai genitori e ai nonni di chiederci delle nostre letture e di raccontarci i loro libri e le loro storie. Se poi ci regalano qualche libro o trascorrono un po di tempo con noi in biblioteca siamo felici.

A tutti i nostri amici di non arrendersi : che ci sono libri grossi e libri sottili. Storie lunghe ma anche storie più corte. Se oggi non vi piace leggere non importa … ascoltando i racconti degli altri prima o poi incontrerete il vostro libro o il vostro libro vi cercherà.

A tutti e a tutte chiediamo di continuare a leggere a bassa e ad alta voce, di giorno o di notte, in italiano o in altre lingue.... e ricordiamoci di passare LIBRI di mano in mano con dentro come segnalibro questa nostra lettera!!!

 


Categoria: I progetti Data di creazione: 27/03/2018
Sottocategoria: Progetti didattici Ultima modifica: 09/04/2018 20:59:31
Permalink: Lettera aperta del Club del Libro Tag: Lettera aperta del Club del Libro
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